Glossario#

   acconcìme ~ s.m., vantaggio, beneficio, miglioria; riparazione. es. essi  avevano circa a trecento balisti e circa a quaranta ordigni da gettar pietre, mediante li quali e’ facevano parere alli romani l’acconcime delli argini più difficile (giuseppe flavio volgarizzato, la guerra ch’ebbono i romani co’ giudei, XIV secolo). | deriva dall’italiano antico accòncio#.

accòncio ~ s.m., vantagggio, convenienza, beneficio, comodo. es. verrà a suo acconcio e tornarà la giovane / come andarvi e tornarne ogni dì è solita (ludovico ariosto, la lena, XVI secolo). | termine dell’italiano antico. nell’italiano moderno è in uso la derivazione aggettivale, acconcio, adatto, utile, conveniente, propizio. deriva dal vebo acconciare, composto dalla preposizione rafforzativa ad- e dal verbo conciare, che è dal latino volgare comptiare, derivato da comptus, participio passato di comĕre, prendere insieme, riunire.

  àiere ~ s.m., aere, aria. es. la sommitade dell’aiere spande / una rugiada soave (francesco da barberino, del reggimento e de’ costumi delle donne, XIV secolo). | termine dell’italiano antico.

  amèrgere ~ v.tr., sommergere, affondare. es. qui non ti conto com la terra aperse, / nè quanto dal ciel piovve foco e solfo, / nè tutte le città ch’al fondo amerse (fazio degli uberti, il dittamondo, XIV secolo). | termine dell’italiano antico.

anèlla ~ pl. f., anelli. es. e per la lunga guerra, / che dell’anella fe’ sì alte spoglie (dante, divina commedia, XIV secolo). termine dell’italiano antico. nella lingua moderna il plurale del sostantivo anello è invece al maschile; vi è però la variante femminile, col significato specifico di ricciolo, boccolo, ciocca ricciuta dei capelli.

angelèsco ~ agg., angelico. es. come e’ fûrno assettati insieme a desco, / morgante dette una gran tazza piena / alla fanciulla, c’ha ‘l viso angelesco, / di vin, che gli bastò per la sua cena (luigi pulci, il morgante, XV secolo). | termine dell’italiano antico.

annombràre ~ v.tr., numerare, contare. es. come agramante, che sua gente anombra / solo a la vista, senza ordine alcuno (matteo maria boiardo, orlando innamorato, XV secolo). | termine dell’italiano antico. è variante di annumerare, altro arcaismo.

àrcora ~ pl.m., archi. es. fece fare il condotto dell’acqua in docce e arcora, facendola venire di lungi alla città per sette miglia (giovanni villani, cronica, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. nella lingua  moderna il plurale di arco è archi.

  arsiòne ~ s.f., l’atto di ardere, abbruciamento, incendio. es. ed eranne da ottanta otto e due / da l’arsion di troia in fino a me, / se quarant’otto mesi vi pon sue (fazio degli uberti, il dittamondo, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. il sostantivo è in uso anche nell’italiano moderno, ma per esprimere la sensazione di calore che si prova nel corpo, specialmente l’aridità della gola per la sete o per il caldo.

  arùlo ~ s.m., albero. es. gli algidi aruli dei monti; gli aruli temprati si sono impietriti. | termine leccese (àrulu, variante di àrgulu, parola sdrucciola trasformata in piana).

  arversàre ~ v.intr., rovesciarsi. es. le onde arversano contro i faraglioni. | termine dei dialetti settentrionali (cfr. il leccese mèrsa, rovescio).

  arzagògo ~ s.m., straniero, forestiero. es. se uno arzagogo apparisse con una nuova foggia, tutto il mondo la piglia (franco sacchetti, novelle, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. l’etimo è incerto (cfr. l’italiano arzigògolo).

attèndere ~ v.tr., prestare attenzione, badare, prendere in considerazione. es. questo si vuol sollicitamente attendere, che i buoi s’accoppino a trarre di forza eguali, sicchè ‘l più forte non faccia ‘l più debile uscir di fuor dal giogo (volgarizzamento di palladio, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. il verbo è in uso anche nell’italiano moderno ma nel significato di aspettare. altre accezioni antiche di attendere sono mantenere (una promessa, un debito); governare (il terreno, le piante); custodire con cura.

  begolàre ~ v.intr., cianciare, parlare a vanvera. es. e nota ben, lettor, ciò, ch’io t’impegolo, / ch’e’ guastar tutto il castel di caprona, / e val di buti, e di questo non begolo / e tutta val di calci si ragiona / e ‘ntorno a vico e poi presere comiato (antonio pucci, centiloquio, XIV secolo). | termine dell’italiano antico.

binàre ~ v.intr., partorire due gemelli. es. col corpo a gola, non che di sei mesi, / ella pareva gravida d’un anno; / s’ella binassi, per quel ch’io compresi, / non sare’ maraviglia (bernardo giambullari, ciriffo calvaneo, XVI secolo). | termine dell’italiano antico.

  biscontòrto ~ agg., contortissimo, molto storto. es. tra le spine di biscontorti pruni spuntavano succose le more. | termine dell’italiano antico. è composto dal prefisso rafforzativo bis- e contorto.

  bòbbisa ~ s.f., upupa. es. anticamente si credeva che la bobbisa avesse abitudini notturne, come il gufo; in realtà, trascorre la veglia generalmente di giorno. | termine leccese.

  brìschela ~ s.f., colpo dato a una trottola che gira contro un’altra trottola. es. le trottole si avvicinarono tra loro ma poi, con una secca brischela, una allontanò l’altra. | termine leccese (cfr. l’italiano briscola nel significato di percossa, botta).

  càffo ~ agg., dispari. es. i [venti] settentrionali restano per lo più in numero caffo; la quale osservazione vale ancora in molte altre parti delle cose della natura. i maschi dunque si stimano di numero caffo (domenichi lodovico, istoria naturale di g. plinio secondo tradotta, XVI secolo). | termine toscano. l’etimo è incerto; forse è l’arabo qafā, il rovescio di una cosa.

  càlido ~ agg., caldo. es. dei quali el sito, come te ho dito, è a mezo zorno, in tanta temperie de aere, che nè invernate gelide, nè estate calide, mai si hanno (amerigo vespucci, lettera a lorenzo di pier francesco de’ medici, XVI secolo, copia manoscritta conservata presso la biblioteca di ferrara). | termine dell’italiano antico.

  cangiamènto ~ s.m., cambiamento, mutamento. es. senza te venuto / questo non fòra orribil cangiamento (vincenzo monti, poesie, XIX secolo). | termine dell’italiano antico.

  càsso ~ agg., vuoto, vano, inutile; cancellato, eliminato; perduto; rovinato. es. non fu già l’altro colpo vano e casso (ludovivo ariosto, l’orlando furioso, XVI secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal latino cassus, vuoto, vano.

caveàto ~ agg., rinchiuso. es. acadette che non cusì praesto le expectate et appetibile aque, claustra<t>e nella caveata mano, ad la bucca aperta era per approximarle, che in quello instante audivi uno dorio cantare (francesco colonna, hypnerotomachia poliphili, XV secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal latino căvĕatus, disposto a teatro o ad anfiteatro, che a sua volta viene da căvĕa, la gradinata dei teatri, anfiteatri e circhi dove sedevano gli spettatori; anche cavità; gabbia, recinto. nel significato di rinchiuso, imprigionato, l’aggettivo căvĕatus è attestato in plinio il vecchio, presso storia naturale (contra orcae occurrere laborant seseque opponere et caveatas angustiis trucidare, in vada urguere, saxis inlidere – di contro, le orche cercano di sbarrare loro [alle balene] la via, di opporsi e di trucidarle dopo averle intrappolate in zone ristrette, di spingerle in acque basse, di farle urtare contro gli scogli).

  cingòmma ~ s.f., gomma da masticare, chewing gum. es. con la cingomma feci una bolla che, scoppiando, mi impiastricciò il naso. | termine dell’italiano popolare (calco sull’inglese chewing gum).

  cìtolo ~ s.m., bambino, fanciullo. – agg., infantile, bambinesco, puerile. es. de li quali me vénnaro asai a mano, che en tale se trovava scolpito imagine magra, e en tale grossa; e tale ridea e tale plangea; e tale morto e tale vivo; e tale vecchio e tale citolo (restoro d’arezzo, la composizione del mondo, XIII secolo). | termine dell’italiano antico.

continènte ~ agg., che contiene, racchiude, comprende. – s.m., ciò che contiene, contenitore, recipiente. es. aristotele ha definito il loco, non come corpo continente, non come certo spacio, ma come una superficie di continente corpo (giordano bruno, de l’infinito universo e mondi, XVI secolo). | variante arcaica di contenente. nell’italiano moderno l’aggettivo continente indica la qualità di moderarsi nell’appagamento degli appetiti dei sensi. il corrispettivo sostantivo indica invece ciascuno dei quattro grandi ammassi di terre emerse: quello antico, comprendente asia, europa e africa; quello nuovo, le americhe; quello nuovissimo, l’australia; quello antartico, l’antartide.

corrìvo ~ agg., che corre; che scorre. es. adunque l’acqua che mette ac in cb essendo veloce, velocemente bisogna che sgombri cb per dar luogo alla sopravvegnente acqua, e presto sgombrando, perchè in b non è sostegno, sarà l’acqua più corriva, correndo per la linea acb che per ab (leonardo, del moto e velocità dell’acqua dopo il discenso, XV secolo). termine dell’italiano antico. nella lingua moderna corrivo si è mantenuto con altri significati: che agisce in maniera avventata; che è eccessivamente condiscendente o compiacente. deriva dal latino corrīvo, faccio confluire in un solo alveo, incanalo, convoglio.

cùte ~ s.m., sasso, pietra, selce. es. i contadini bonificarono il terreno togliendo i cuti e bruciando la sterpaglia. | termine leccese. deriva dal latino cōs, pietra dura (cfr. il greco antico χῶνος e l’italiano moderno còte).

dàngero ~ s.m., pericolo, rischio, danno. es. in queste tenebre e confusioni i governatori del comune di firenze per fuggire la grande e incomportabile spesa dell’arme, e’ loro dangieri e pericoli,… e ne’ segreti e pubblici consigli determinarono che a pace si venisse, e cura ne dierono a dieci buoni e discreti cittadini (filippo villani, cronica, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. (cfr. l’inglese moderno dangerous e il francese antico dangier. quest’ultimo deriva dal latino volgare dominiarum, dominio, signoria, diritto, che inizialmente diede la forma dongier, sostituita poi con dangier per influsso di dam, danno. dangier assunse poi il significato di pericolo nelle frasi come estre en dangier, essere dominato da altri, essere in potere di altri, essere a discrezione di qualcuno.

  dangeròso ~ agg., che comporta difficoltà, difficile; pericoloso. es. e perchè ene mercantia dangerosa a guardare e che molto s’asciuga ne’ barili, sì si vuole spesso rinfrescare di salamoia, e non vuole sentire di rancico. (francesco pegolotti, la pratica della mercatura, XIV secolo). | termine dell’italiano antico.

  darènzio ~ agg., ruvido. es. verso mi guarda e ascholta, responde la violeta, / mostrare te volio fermamente che eyo son plu nobeleta / cha ti che nasi in spina darenza. grunia e secha (anonimo, disputatio roxe et viole, XIII secolo). | termine dell’italiano antico.

  derzelàre ~ v.tr., sciogliere per mezzo del calore ciò che è ghiacciato, fondere. es. con l’arrivo della primavera la superficie ghiacciata del lago si era ormai derzelata. | termine dell’italiano antico, che deriva da zello, variante di gelo.

  destorberàre ~ v.intr., tarassicàre_; agitarsi, detto del mare e degli elementi atmosferici. es. tanto fo quelo destolbé / che no poén inseme star (anonimo genovese, poesie, XIV secolo). | termine dell’italiano antico (cfr. l’italiano moderno tùrbine).

diacciòso ~ agg., di ghiaccio; ricco di ghiaccio. es. il tutto si faccia secondo l’occasione della stagione che anderà o dolce, o cruda, o diacciosa (vitale magazzini, coltivazione toscana; XVII secolo). | termine dell’italiano antico. deriva da diàccio, toscanismo per ghiaccio.

  dibruscàre ~ v.tr., potare, mondare gli alberi; liberare il terreno dagli sterpi. es. da tre anni in là non si tocchi [il pesco] col pennato, ma con le mani si dibruschi e levi il secchericcio (bernardo davanzati bostichi, coltivazione toscana delle viti e d’alcuni arbori, XVI secolo). | termine dell’italiano antico. è composto

da di, con valore intensivo, e bruscare, nella sua accezione antica di mondare le piante. anticamente il verbo bruscare indicava anche l’azione di passare la fiamma di fascine infuocate lungo le commessure di uno scafo, per liquefare la vecchia pece e rinnovare il calafataggio. nell’italiano moderno il verbo è usato nel significato di abbrustolire, seccare, ma anche spazzolare il cavallo con la brusca.

digròsso ~ avv., solo nelle locuzioni in digrosso, al digrosso, pressappoco, all’incirca, genericamente. es. è probabile che il conte […] non sapesse nulla nè di scipione maffei, nè di rousseau, nè di tutta la parte teorica relativa alla abolizione del duello, e solo avesse contezza così in digrosso degli editti dei due ultimi luigi di francia (giuseppe rovani, cento anni, XIX secolo). | locuzione avverbiale dell’italiano antico.

  dilimàre ~ v. intr., scendere, scorrere in basso, detto di un corso d’acqua. es. e come l’eridan giù al mar dilima / emilia e liguria bagna sempre: / l’una di là, l’altra di qua si stima (fazio degli uberti, il dittamondo, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. deriva da lima, nell’accezione arcaica di terreno friabile, ma anche di fango, melma, che è variante di limo. il tramater recita: “dilimare, quasi discendere ad imo, o piuttosto venir giù dalla lima, che secondo il crescenzi è terra soluta ne’ monti sterili”.

dimìdio ~ s.m., metà. es. sorbe, fave arrostite e accia lessa, / un sere intero e duo mezzi in dimidio, / e ‘n tedesco le pistole d’ovidio / feciono innamorar la padronessa (domenico di giovanni, detto il burchiello, sonetti, XV secolo). | latinismo dell’italiano antico. deriva da dimidĭum, metà, composto dal prefisso dis-, indicante separazione, e dall’aggettivo mĕdĭus, medio, centrale.

dimoragiòne ~ s.f., dimora, indugio. – espressione: far dimoragione, indugiare, esitare. es. e panfil, sanza far dimoragione / ad alimeto il loro affar dispose (giovanni boccaccio, teseida, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal latino dēmorātiō, soggiorno, indugio.

  dirompimènto ~ s.m., il prorompere, detto delle acque; scasso, detto della terra; sgretolamento. es. non restando visibili che le più alte cime delle medesime, sentendosi intanto un cupo mugito interno, che non nasceva che dal dirompimento delle acque e dell’aria, che colà dentro urtavano e sè da sè dividevano (antonio vallisneri, opere fisico-mediche, XVII secolo). | termine italiano desueto.

divìzia ~ s.f., abbondanza, copiosità. es. condotto sono a mal mio grado / ond’è per me di tutto il ben cariza, / e non veggio per me passo nè guado / che mi valesse al male ond’ho diviza (andrea monte, rime, XIII secolo). |  è variante arcaica di dovizia.

  ecnèfia ~ s.f., uragano, ciclone. es. un’esalazione arida racchiusa tra le nuvole et i vapori, e dalle nuvole conglobate di sopra cacciata violentemente verso la terra, genera l’ecnefia; e la procella fanno i venti gagliardi e furiosissimi, dalle nuvole saettati quaggiù, e che volgon sozzopra le cose con i fiati (giovanvettorio soderini, trattato dell’agricoltura, XVI secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal latino ecnephiās, a sua volta derivante dal greco ἐκνεφίας [ἄνεμος], composto da ἐκ, fuori, e νέφος, nube.

  èdra ~ s.f., superficie piana. es. “edra”. così suole da’ geometri nominarsi una superficie semplicemente piana, considerata in un corpo solido; onde da’ diversi e moltiplici piani che trovansi in un corpo ricevono la denominazione di “tetraedri, esaedri”, ecc., ed assolutamente dicesi “poliedro” quel corpo che consta di più piani (tramater, XIX seolo). | termine  dell’italiano antico. deriva dal greco ἕδρα, base, sede. nel linguaggio medico il termine edra significava anche ferita del cranio; leggera incisione dell’osso cranico. nell’italiano moderno e poetico edra è derivazione sincopata di edera.

  efèttico ~ agg. e s.m., (pl. -ci), che, chi pratica la sospensione del giudizio; il termine, si riferisce in particolare, agli scettici pirroniani. es. or dunque essi, volendo con minor fatica ed intelletto, e manco rischio de perdere il credito, parer più savii che gli altri, dissero, gli effettici, che nulla si può determinare perchè nulla si conosce (giordano bruno, dialoghi italiani, XVI secolo). | termine filosofico dell’italiano antico. deriva dal greco antico ἐφεκτικός, che sospende il giudizio, che è da ἐπέχω, sospendo, pongo su.

  efìdica ~ s.f., parte della logica che ha il compito di dimostrare, argomentando, la verità di un principio. es. et questa scienza, cioè logica, sì àe tre parti, cioè dialetica, efidica, soffistica… la seconda insegna provare il detto dell’uno o dell’altro per veraci argomenti, e questa èe efidica (brunetto latini, la rettorica, XIII secolo). | termine dell’italiano antico, corrispondente al latino ăpŏdictĭcus, dimostrativo, perentorio, irrefragabile.

elàstro ~ s.m., corpo dotato di elasticità. es. ma sappiate però, che se volete ch’io scorra gli effetti o della gravità o degli elastri, io desidero in questo cammino non andar solo (francesco maria zanotti, della forza dei corpi che chiamiamo viva, XVIII secolo). | termine dell’italiano antico.

èlleno ~ pron. pl. femm. di ella. es. quando scesi elleno non c’erano più. e scesi appunto perchè non udii più la loro voce, e scoppiai in pianto, un lungo piatoo, dirotto, sconsolato (aldo palazzeschi, opere giovanili, XX secolo). | termine italiano desueto.

  fìlo ~ avv., è rafforzativo di non; niente affatto, per nulla. es. mi hanno detto che era passato di qui, ma io non l’ho visto filo. | termine leccese (filu).

flùssile ~ agg., fluido; transitorio; vano, inconsistente. es. non potrebbero dirsi sue “creature” se non fossero state dal niente  ridotte in qualche essere, ancorchè flussile, variabile e sempre mobile (pietro giannone, il triregno, XVIII secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal latino flŭxĭlis, fluido, che è dal verbo flŭo, io scorro.

  fòvere ~ v.tr., covare. es. di notte in acqua e di giorno in terra / quiesce il coccodrillo e sempre  cresce: / crestato pesce sempre a lui fa guerra. / la mandibola sopra sempre muove, l’altra di sotto a lui sempre quiesce, / e l’ova in terra con diletto fove (cecco d’ascoli, l’acerba, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. significa anche alimentare, nutrire; conservare integro.

  framòndo ~ s.m., secondo la cosmologia epicurea, lo spazio vuoto che divideva un mondo dall’altro. es. difficilmente assegnerassi nuova cagione se non volessimo affermare che un’aria nuova, un’acqua pellegrina e cibi mai più conosciuti da certi altri mondi o “framondi” siano scorti testè in questo nostro mondo (secondo lancellotti, l’oggidì o vero il mondo non peggiore nè più calamitoso del passato, XVII secolo). | termine dell’italiano antico. è un calco del latino plurale intermundĭa, che si rifà a sua volta al greco μετακόσμια.

  fràppa ~ s.f., imbroglio, inganno, raggiro. es. qui è sorpres d’amor a gran pena ne scampa / da q’el mete lo pe’ ben entro la soa trapa: / molt li covien saver d’ençegno e de frapa, / k’el non lase del so coita, mantel o capa (anonimo, proverbia que dicuntur super natura feminarum, XII secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal francese antico fràpe.

frastòrno ~ s.m., arretramento; rar. strepito, schiamazzo. es. sicchè ‘l mio detto antecessor frastorno / e inchino a un alrto giorno con più tempo / mentre la fiera dura / goder d’un tal salubre passatempo / tale è l’opinion mia, mutar pensier sul fatto (michelangelo buonarroti il giovane, la fiera,  XVII secolo). | termine dell’italiano antico (cfr. frastornare).

  funestùme ~ s.m., tumulto di pensieri funesti, di fantasie nefaste; angoscia. es. io era in età da non sentire gran fatto simili casi: ma ricordo il funestume che oppresse tutti in casa per un pezzo (massimo d’azeglio, i miei ricordi, XIX secolo). | termine dell’italiano antico.

  gànda ~ s.f., rinoceronte. es. essendo dieci dì che n’era giunto, vi giunse la ganda, ch’era un animale quasi della grossezza d’una botte di vino, e curto delle braccia e delle gambe, e tutto coperto di conche per il corpo, eccetto la pancia, e aveva la testa come di porco, e nel fronte aveva un corno molto acuto (alfonso de ullòa, l’”asia” di joão de barros tradotto, XVI secolo). | termine dell’italiano antico. viene dal portoghese ganda, di derivazione asiatica.

  giraziòne ~ s.f., movimento rotatorio, rotazione, giro. es. nove fiate già appresso lo mio nascimento era tornato lo cielo de la luce quasi a uno medesimo punto, quanto a la sua propria girazione (dante, vita nuova, XIII secolo). | termine dell’italiano antico.

  gràmpa ~ s.f., zampa, artiglio. es. la fiera non lo lassa: / con ambedue le grampe il petto afferra (francesco berni, orlando innamorato nuouamente composto, XVI secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal gotico krampa, rampino (cfr. l’alto tedesco krampfo, rampino).

gràva ~ s.f., spiaggia, lido; terreno ghiaioso. es. “grava”, terreno piatto, lungo le rive del mare, che è coperto di sabbia grossa o di ghiaia (tramater, vocabolario universale italiano, XIX secolo). | termine del dialetto veneto. in puglia grava indica una voragine di rocce calcaree. deriva dal latino volgare grava, sabbia, ghiaia, rena (cfr. il francese grève e il celtico grava, greto alluvionale).

illaquàre ~ v.tr., allagare, inondare. es. item rivotorgolo fece e menò una grandissima piena, in tal modo che tutto lo piano […] illaqueò che pariva uno laco (tommaso di silvestro, diario, XV secolo). | termine dell’italiano antico.

illatebràre ~ v.tr., nascondere, occultare. es. arcani affetti illatebrò natura / nella pietra del cielo innamorata (gian francesco busenèllo, sonetti morali ed amorosi, XVII secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal latino illātēbro, nascondo.

  illècebra ~ s.f., lusinga, seduzione, moina, allettamento. es. la riveggo qual era, grande la persona,… ignude le braccia bellissime, e sul collo ignudo una pezzolina non distesa ma attorta, illecebra di pudore (niccolò tommaseo, fede e bellezza, XIX secolo) | termine dell’italiano antico, che deriva dal latino illĕcĕbra, lusinga, ammaliamento, allettamento, che deriva a sua volta da illĭcĭo, sedurre, adescare.

  inàne ~ agg., vuoto. es. quali sùbiti, dolorosi trabalzi dall’etere inane dove nuotano miriadi di spiriti in oceani di luce (ippolito nievo, le confessioni di un italiano, XIX secolo). | è latinismo, da ĭnānis, vuoto, vano.

  incupàre ~ v. tr., spingere giù; scavare, rendere più profondo. es. da la detta presa in giù verso la strada di filetta, incupisi et alzisi lo arginale de la detta fossa (statuto della società del padule d’orgia, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dall’aggettivo cupo e dal prefisso in- con valore illativo.

  indicodoràto ~ agg., di colore indaco con riflessi dorati. es. e quivi giunto, e non veduto ancora / fa certe sue fumate / tutte indicodorate, / che fan venir le sentinelle fuora (lorenzo bellini, la bucchereide, XVII secolo). | termine dell’italiano antico.

  inframmèsso ~ s.m., intercapedine, mezzo di separazione. es. a traverso all’armatura [era] un balteo all’antica con certi nodi e con certi inframmessi molto artificiosi (annibale caro, lettere familiari, XVI secolo). | termine dell’italiano antico.

  isònne ~ s.m., scialacquatore, sprecone; profittatore. locuzione: a isonne, a ufo, a scrocco, a sbafo. es. due o tre fiaschi davane a quattrino, / ed a’ poveri davalo a isonne ; / talchè tutti tuffandosi al quel vino / s’imbriacaron come tante monne (lorenzo lippi – alias perlone zipoli -, il malmantile racquistato, XVI secolo. | termine dell’italiano antico. è toscanismo.

  làbere ~ v.intr., discendere, scorrere in giù, precipitare. es. quale già i numi / d’ilio sui campi, tal l’amico genio / lieve lieve per l’aere labendo / s’avvicina a la terra (giuseppe parini, il giorno, XVIII secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal latino lābor, scivolo, sdrucciolo, cado giù.

  lappàre ~ v.tr., leccare, detto degli animali. es. [la gata] ha granda boca e serad e agud ie dent e la lengua longa, setil e plegevola, cola quala la lapa, sì com’ fa i altr animay chi ha lo lavre de sot menor e desingual da quel de sovra (vivaldo belcalzer, volgarizzamento del “de proprietatibus rerum” di bartolomeo anglico, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. la voce è onomatopeica.

lìra ~ s.f., solco; retta via. es. sia la tua vita onesta, / che tal t’è qui richesta. / nè ti faccia mai ira / disgradar da la lira (francesco da barberino, documenti d’amore, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal latino līra, solco; aiuola; porca. la parola lira è in uso anche nell’italiano moderno ma con altri significati, tra cui unità monetaria dello stato italiano fino al 28 febbraio 2002 e valuta della turchia e del libano; strumento a corde dell’antichità classica; costellazione del cielo boreale; arnese utilizzato nei caseifici per frantumare la cagliata nella produzione del formaggio.

  lùsneo ~ s.m., lampo. es. sopra tucto ciò la vergongna sia in deli tuoi dicti et facti; che salamòn dice: lo losneo perisce inansi ala grandina et la gratia perisce inansi alla vergongna (anonimo, trattati di albertano da brescia volgarizzati, XIII secolo). | termine dell’italiano antico (cfr. il piemontese lòsna e il lombardo lüsnàda).

  màcco ~ s.m., abbondanza, grande quantità, in senso spregiativo; eccedenza. es. di cacio e frutte raguna una massa / e portale a morgante in un gran sacco, / e cominciorno a rimangiare a macco (luigi pulci, il morgante, XV secolo). | termine dell’italiano antico. è variante di màcca.

  mànco¹ ~ s.m., mancanza, scarsità, privazione. es. per manco di moneta, grande parte si ritornò nella magna (ricordano malispini, storia fiorentina, XIII secolo). | termine dell’italiano antico (cfr. il francese manque, mancanza).

  mànco² ~ avv., nemmeno, neppure. es. manco regge il sentimento del folard, quando gli eserciti sono alle mani. messi in fuga da scipione i cavalli di annibale, le fanterie vengono dall’una e dall’altra banda alla zuffa (francesco algarotti, saggio sopra la giornata di zama, XVIII secolo). | termine dell’italiano antico. la parola è in uso anche oggi ma nel linguaggio popolare.

  màrgo ~ s.m. invar., margine, bordo; anche riva, sponda, argine. es. vengono e van come onda al primo margo, / quando piacevole aura il mar combatte (ludovico ariosto, orlando furioso, XVI secolo). | termine dell’italiano antico. è latinismo.

mavròscino ~ agg., nerastro; scuro. es. dai mavroscini pozzi si sentiva gorgogliare l’acqua marina. | termine leccese. deriva dal greco (ἀ)μαυρός, appena visibile, indistinto; oscuro, buio.

  mèncio ~ agg., flaccido, molliccio, cascante; raggrinzito, avvizzito. es. questi [pungiglioni]  del fine dell’esofago non son duri nella loro estremità, nè pungenti, se non quando son seccati, ma per lor naturalezza son menci e flosci (giovanni caldesi, osservazioni anatomiche intorno alle tartarughe marittime, d’acqua dolce e terrestri, XVII secolo). | termine toscano. l’etimo è incerto; probabilmente è il francese mince, esile, esiguo, incrociato con la voce settentrionale vencio, vincido, avvizzito.

  mendasquàrci ~ invar., chi critica ostinatamente gli altri. es. è forza che il menda-squarci ti fidi la sua sfedata fede, e andando da baiante a ferante, egli sarà tuo, e tu non sarai sua se non quanto vorrai essere (pietro aretino, sei giornate, XVI secolo). | termine dell’italiano antico. è composto da mendare, correggere, liberare da difetti, vizi, e squarci.

mesciàre ~ v.tr., mescolare, mischiare. es. anche l’aia, se sarà terragna, perchè abbastanza sia confacevole alla trebbiatura, primieramente si rada, poi si scavi e, mesciando paglie con morchia priva di sale, s’intonichi (benedetto del bene, l’”agricoltura” di lucio giunio moderato columella volgarizzato, XVIII secolo). | termine dell’italianom antico.

mislèa ~ s.f., mischia; combattimento corpo a corpo; rissa; discordia; stato di guerra. es. allora vi fue la misléa grave e dura, e molta gente vi morìe da ogni parte (tavola ritonda, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal francese antico mislée, mischia, che deriva a sua volta dal latino misculāre, mischiare (cfr. il provenzale mesclada, mischia).

mo ~ avv., ora, adesso. es. mo parlem de le femene, sì con’ ne dis lo scrito (gherardo patecchio, in poeti del duecento a cura di g. contini, XX secolo). | termine dell’italiano antico e dei dialetti meridionali.

motìvo ~ agg., atto a muovere o a essere mosso. es. sarebbe la natura scema / del moto universal, se ognor movente / non fosse in sè la rota più suprema; / mobile, e motiva in sè esistente (bartolomeo gentile fallamonica, canti, XV secolo). | termine dell’italiano antico. la parola è in uso anche nell’italiano moderno ma come sostantivo e indica la convinzione o il principio etico che influisce sulla volontà e induce ad agire in un determinato modo o a compiere una determinata azione; in questo senso, è sinonimo a volte di causa o ragione. il sostantivo motivo indica anche il tema principale o accessorio di un brano musicale. l’uso aggettivale della parola è rimasto, invece, nel linguaggio giuridico, nell’espressione errore motivo, che indica un errore che incide sulla volontà (diversamente dall’errore ostativo, che invece la inibisce). deriva dal latino mōtīvus, mobile.

mussitàre ~ v.intr., parlare sommessamente, discorrere a bassa voce; borbottare; balbettare; pronunciarsi con incertezza o cautela. es. tutti scrittori vacillano sopra l’empietà aristoteliche; e le scole parlano con dubio e mussitando (tommaso campanella, lettera a monsignor antonio quarengo, XVII secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal latino mussĭtāre, borbottare, mormorare.

  nabùna ~ s.m., giraffa. es. per queste selve ancor piene d’affanni, / cameleopardi sono e fanno stallo: / nabun lo noman cirenensi e fanni. / questo ha propio collo di cavallo / e la sua testa simile al camello / e qual bufalo ha i piedi senza fallo (fazio degli uberti, il dittamondo, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal greco ναβοῦς, giraffa.

  negrùto ~ agg., dalla pelle o dal pelo scuro. es. or sono animai bruti / quest’uomini silvestri? che ne credi? / pelosi, piccinacoli, negruti…! (cecco d’ascoli, l’acerba, XIII secolo). | termine dell’italiano antico.

  nerànzia ~ s.f., arancia. es. mi portò una grossa cesta carica di neranzie. | deriva dal grico νεραντζιά, termine tronco diventato piano nella traslitterazione. la parola dialettale deriva a sua volta dal persiano nāran, che probabilmente risale al sanscrito nāgaranja, frutto degli elefanti (cfr. l’italiano antico narància).

  nerànzio ~ s.m., l’albero dell’arancio. es. un terreno coltivato a neranzi; un neranzio sorgeva in fondo al giardino. | deriva dall’italiano nerànzia#.

  nimistànza ~ s.f., sentimento di ostilità; rivalità, inimicizia, odio. es. se tu hai fatto offesa / altrui, che sia ripresa / in grave nimistanza, / sì abi per usanza / di ben guardar da esso (brunetto latini, il tesoretto, XIII secolo). | termine dell’italiano antico, che deriva dal provenzale enemistansa, che deriva a sua volta dal latino medievale inimicĭtas, che è dal latino classico ĭnĭmīcĭtĭa.

  nirvicàto ~ agg., annerito. es. i rami giacevano nirvicati tra gli alari.  | termine leccese (nirvicàtu, part. pass. di nirvicare).

  obumbràre ~ v.tr., adombrare, ombreggiare; oscurare. es. altri corrono alle porte, e occidono i primi che truovano: altri lanciano i ferri, e obombrano il cielo delle lancie (ciampolo di meo degli ugurgieri, eneide volgarizzata, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. significa anche affievolirsi (di sentimento), diminuire (delle facoltà intellettive), sminuire qno.

  òlido ~ agg., che emana un odore sgradevole; fetido; che viola i canoni estetici. es. riferite a buon conseglio i nostri barbarismi, date di punta a’ nostri solecismi, turate le male olide voragini (giordano bruno, de la causa principio e uno, XVI secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal verbo, altrettanto arcaico, olire, emanare un odore gradevole, profumare, olezzare, e per antifrasi, puzzare. il verbo viene a sua volta dal latino olēre, odorare.

òste ~ s.m. e f., esercito nemico o, semplicemente, esercito (in questo senso il termine può essere di genere sia maschile che femminile); anche accampamento, campo di battaglia. es. come a nino succedette semiramis, sua donna, la quale fece grandi cose in città e in oste, e per che cagione ella fusse morta da ninia suo figliuolo (anonimo, istorie di giustino, abbreviatore di pompeo trogo, volgarizzate, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. è voce panromanza, dal latino hostis, straniero, nemico. la parola è in uso anche nell’italiano moderno ma con significato ed etimologia differente; sta a indicare il proprietario o il gestore di un’osteria o di una locanda; deriva dal latino hospes, che può ospitare, composto da hostis e pŏtis, che può, che è in grado di.

  panàpsilo ~ agg., molto elevato, eminente. es. i monti si ergono panapsili sopra la laguna. | deriva dal grico πανυψηλός, a sua volta derivante dal greco πᾶν, nel significato avverbiale di assolutamente, e ὑψηλός, alto, elevato.

  pervenìre ~ v.intr., spettare (a). es. francesco sforza, eletto capitano di guerra dai milanesi, contratta lega con gli inimici di quel popolo, gli rivolse incontro l’arme e l’oppresse. dicono che a lui pervenivano le ragioni di quel dominio per eredità di bianca sua moglie, figliuola bastarda di filippo visconte (lodovico zuccolo, considerazioni politiche e morali sopra cento oracoli d’illustri personaggi antichi, XVII secolo). | termine toscano. la parola è in uso nella lingua italiana ma con altri significati quali giungere, arrivare; ammontare a un certo numero; conseguire un risultato.

  pirlàre ~ v.intr., girare rapidamente su se stesso es. a sier timberla rendi el suo tamburlo / che quand’io pirlo io so quel ch’io ti parlo, / però che roma è la terra d’i remi, / fu già gran soma e mo’ par che si scemi (francesco di vannozzo, rime, XIV secolo). | termine dell’italiano antico.

  planìzia ~ s.f., superficie pianeggiante, pianura. es. il qual effetto non avverria, se la terra per questo verso fusse piana, ma procedendo noi verso l’una o l’altra parte sopra tale planizie, continuamente vedremmo le  medesime stelle (galileo galilei, trattato della sfera o cosmografia, XVI secolo). | termine dell’italiano antico.

  plicamènto ~ s.m., disposizione del cuore. es. lo studio è uno plicamento, cioè pensamento dell’animo, sopra una cosa, con gran desiderio (andrea da grosseto, trattati morali di albertano da brescia volgarizzati, XIII secolo). | termine dell’italiano antico (cfr. l’italiano applicazione).

plùvia ~ s.f., pioggia. es. turbandosi l’aria, divenne tutta nebulosa; della quale venne una pluvia di tanto effetto che il fiume uscì degli usati termini, per modo ch’era molto pauroso, solamente a guatare l’acqua (giovanni cavalcanti, istorie fiorentine, XV secolo). | termine dell’italiano antico.

  pràma ~ s.f., l’insieme delle radici superficiali di un albero. es. il suolo del bosco era tutto un intreccio di prame e foglie vermiglie. | termine leccese.

proclinabòndo ~ agg., incurvato, piegato. es. leuchotoe, dal proprio patre impiamente occisa in tenere cortice e mobile fronde e proclinabonde virge le candide e puellare carne mutava (francesco colonna, hypnerotomachia poliphili, XV secolo). | termine dell’italiano antico. è composto dal latino proclinare, chinare in avanti, e dal suffisso -bondo.

  pròde ~ s.m., utilità, vantaggio. es. sapere sanza bello parlare poco vale, e lo bello parlare sanza sapere niuna volta fa prode, ma sovente fae danno (anonimo – secondo alcuni studiosi trattasi di brunetto latini -, fiore di filosofi e di molti savi, prob. XIII secolo). | termine dell’italiano antico. nell’italiano moderno la parola ha assunto altro significato, ossia valoroso, coraggioso, impavido, e vale sia come aggettivo che come sostantivo. è latinismo.

  proiciènte ~ agg., che imprime moto a un corpo. es. non mi maraviglio che quel proietto fin ch’egli viene accompagnato dal braccio del proiciente si muova come sospinto, ma dopo ch’egli è libero (evangelista torricelli, lezioni accademiche, XVII secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal latino prōĭcĭo, getto avanti (cfr. l’italiano moderno proietto).

  prulèdda ~ s.f., polvere, pulviscolo. es. dalla sassaia riarsa dal sole si levava la pruledda per un vento leggero. | termine leccese (cfr. gli altri lemmi leccesi pruma, pula; puma, polvere che deriva dallo sfregamento del cuoio con carta vetrata; puloma, farina, ma anche strato di muffa.

quicònqua ~ pron. indef., chiunque. es. ché ‘l piacer lungo tempo disiato / a quiconqua ‘l gusta dà miglior sapore (matteo griffoni, in rimatori bolognesi del trecento, a cura di l. frati, XV secolo). | termine dell’italiano antico. è latinismo di area bolognese, da quicumque.

  rangolòso ~ agg., che mostra interesse e premura nell’azione o considerazione di qsa, che è attento allo svolgersi di qsa; sollecito. es. chi è nighitoso nè suoi proprii fatti, come saràe rangoloso nelli altrui? (bono giamboni, fiore di rettorica, XIII secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal verbo rangolare, agire con premura, adoperarsi con sollecitudine, di etimo incerto; forse da rancuràre, affliggersi, rammaricarsi, o, meno probabilmente, dal longobardo sulla base germanica rank-.

  rebulliscènte ~ agg., bollente. es. tanto me exacerbavano gli urgenti ardori del core mio rebulliscenti, non avendo altro bene da sperare e desiderare, salvo che te sola polia precipua e valentissima medicina (francesco colonna, hypnerotomachia poliphili, XV secolo). | termine dell’italiano antico.

rectistìrpio ~ agg., che ha il tronco dritto, detto di albero. es. offerivase ancora et uno [giardino] di rectistirpio e sublimi abieti (francesco colonna, hypnerotomachia poliphili, XV secolo). | termine dell’italiano antico. è composto dalle parole latine rēctus, diritto, e stirps, tronco.

reiterabòndo ~ agg., che ripete un atto, un movimento, uno spostamento. es. sufficientemente refecte e reiterabonde ad gli speculi cum scrupuloso examine del decoramento delle dive praesentie e della luculente fronte ombrata di globuli, degli flavi crinuli antependuli (francesco colonna, hypnerotomachia poliphili, XV secolo). | termine dell’italiano antico. deriva da reiterare, sul modello di vagabondo.

relìnquere ~ v.tr., lasciare indietro; abbandonare. es. il tusco archimagistro il suo mortale / exangue microcosmo ha qui relicto (rime adespote, XV secolo, riportate da camillo scroffa). | termine dell’italiano antico. deriva dal latino relinquĕre, lasciare, rilasciare (cfr. l’italiano relitto, che è participio sostantivato di relinqure).

resciuncàrsi ~ v.rifl., avvizzirsi, appassire, detto delle piante; infrollirsi, detto della carne; ammuffire, detto del pane, della frutta. es. le pesche nella cesta si erano ormai resciuncate. | termine leccese.

rivòlvere ~ v.intr. (per lo più con la part. pronom.), orbitare, girare attorno a qsa. es. questo è cagione al primo mobile per avere velocissimo movimento; chè per lo ferventissimo appetito ch’è ‘n ciascuna parte di quello nono cielo, che è immediato a quello, d’essere congiunta con ciascuna parte di quello divinissimo ciel quieto, in quello si rivolve con tanto desiderio che sua velocitade è quasi incomprensibile (dante alighieri, convivio, XIV secolo). |  termine dell’italiano antico. il verbo ha anche valore transitivo con vari significati tra cui far girare; rivoltolare, sballottolare; smuovere la sabbia (detto di un corso d’acqua, di un’onda); passare in rassegna una serie di avvenimenti; richiudere un libro.

rovàio ~ s.m., vento del nord, tramontana. es. nel mezzo v’han dipinto d’invenzione / l’impresa lor, nella quale hanno espresso / sulle tre ore il venticel rovaio / che ha spento il lanternone a un bruciataio (lorenzo lippi, il malmantile racquistato, XVII secolo). | termine dell’italiano antico. significa anche cespuglio di rovi o disordine, confusione, sensi questi che si sono conservati anche nell’italiano moderno.

  ruddùra ~ s.m., impeto. es. tutti uomini son portati a quella [comunità civile] secondo la ruddùra di natura (anonimo, il libro del difenditore della pace volgarizzato, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal francese antico radeur, impeto.

saettùme ~ s.m., scarica di fulmini, folgorio; lancio continuo di frecce, provvista di frecce; anche l’insieme degli aculei dell’istrice. es. eumene, re di pergamo […], congregati in quella parte gli arcieri, i frombollieri e i lanciatori a cavallo, comandogli che solo attendessero col saettume a ferire i cavalli che tiravano le carrette (giovanni carlo saraceni, i fatti d’arme famosi, XVII secolo). | termine dell’italiano antico. deriva da saetta.

  sborràre ~ v.intr., sgorgare con impeto; straripare, tracimare, traboccare; imperversare, detto degli elementi naturali. es. se fioccherà, il tuo patrone si caccierà al coperto fin che sborri il mal tempo, e tu starai indurato a dimenarti per barca (gian francesco loredano, lo incendio, XVI secolo). | termine dell’italiano antico. nell’italiano moderno il verbo è usato volgarmente come sinonimo di eiaculare.

  scaglintàre ~ v.intr., manifestarsi in maniera violenta e improvvisa. es. la quale era multo sollicita de lo suo figlyolo per tanti travagly periculusi li quali cossì desaventuratamente se scaglyntavano (anonimo, libro de la destructione de troya, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. l’etimo è incerto; forse la parola deriva da calènte, participio presente di calère con influsso del verbo sboglientare; meno probabilmente deriva dal latino volgare calientàre.

scamàre ~ v.intr., fare il verso, detto degli animali. es. dalla selva si udiva uno scamare d’uccelli | termine del dialetto leccese. deriva dal latino exclamare, esclamare, declamare.

  sciummàre ~ v.rifl., incurvarsi, piegarsi, ingobbirsi. es. l’erba sciumma sferzata dal vento. | termine leccese.

  scordànza ~ s.f., dimenticanza, oblio; anche discordia. es. li mai parlier, che mettono scordansa, / in mar di cicilia / possan ‘nnegare u viver a tormento (gallo da pisa, rime, XIII secolo). | termine dell’italiano antico.

  scugnàre ~ v.tr., levigare, eliminare gli spigoli. es. il falegname aveva tagliato e scugnato gli assi. | termine leccese.

  scugnàto ~ agg.; smussato, ottuso, levigato. es. la lama  era ormai scugnata. | termine leccese (scugnàtu),che è è part. pass. di scugnàre#.

  scutiggiàre ~ v.tr., osare, presumere, ardire. es. bene son vil ch’i’ no scoteo / lo mio coragio a dire (ruggieri apugliese, rime, XIII secolo). | termine dell’italiano antico. sono attestate anche le forme scoteẓàre, sco(t)tiàre e scuctiàre.

  segregànza ~ s.f., entità statale indipendente. es. i “sonderbundi” dell’italia sono quattro: il  borbonico […], l’austrico […], il sardo […], il pontificio […] queste segreganze sono tutte nemiche tra loro (carlo cattaneo, considerazioni sul 1848, XIX secolo). | termine italiano desueto.

segretùme ~ s.m., atteggiamento di chi occulta cose o notizie con fare misterioso. es. sapete voi che sia o che fosse quel malanno di che tanto vi lagnate, delle società segrete? non altro che segretume contro a segretume, segretumi popolari contro a segretumi governativi (cesare balbo, lettere di politica e letteratura, XIX secolo). | termine dell’italiano antico.

  sguariàre ~ v.tr., divertire, rallegrare, intrattenere allegramente. – v. rifl., sguariàrsi ~ divertirsi, svagarsi. es. i ragazzi si sguariarono per tutta la notte. | termine leccese. il termine dialettale vuol dire anche tardare.

  sguàrio ~ s.m., svago, divertimento, sollazzo, diporto. es. le sue battute sono uno sguario! | termine leccese.

  sobranzàre ~ v.tr., imporsi su qsa o qno, sopraffare, prevaricare. es. così, ‘n pensero voi rafigurando, / credo campar: la morte mi sobranza (carnino ghiberti, rime, XIII secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal provenzale sobransar.

  sommessamènte ~ avv., con sottomissione e riverenza; ma anche con fare suadente. es. ello çasa enançi le porte e diga: / “o crudel porta!” e diga molte cose / sommissamente e molte menaçentemente (ovidio volgarizzato, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. la parola è in uso anche nell’italiano moderno ma col significato di a bassa voce, con tono smorzato o pacato; ma anche facendo poco rumore; senza clamori, con riservatezza.

  stupòre ~ s.m., stordimento; intorpidimento. es. come disordine affettivo, la timidezza si può chiamare “stupore” e consiste nella perdita o nella confusione dei sentimenti (federico de roberto, opere, XIX secolo). | termine dell’italiano antico. la parola è in uso anche nell’italiano moderno ma col significato di sensazione intensa di meraviglia, di sorpresa o anche di smarrimento. l’accezione arcaica è rimasta nel linguaggio medico a indicare una sindrome caratterizzata dall’arresto delle attività motorie volontarie, dal torpore, dalla perdita della capacità di percepire l’ambiente circostante e a volte anche dalla perdita di coscienza, tipica di molti quadri tossici, di patologie infettive febbrili e di diverse malattie psichiatriche.

  tanfesalànte ~ agg., che esala tanfo; che emana uno sgradevole odore. es. che la fiocina mia tripunteruola / col suo dolce fetor tanfesalante, / purchè gli giunga una zaffata sola, / te gli ammoina tutti in un istante (lorenzo bellini, la bucchereide, XVII secolo). | termine dell’italiano antico.

tarabàra ~ avv., pressappoco, suppergiù; tuttalpiù. es. “passate dunque a raccontarmi qual lingua è più copiosa di parole, e di favellari, la latina o la volgare”. “ella è tara bara… vuol dire che ella è ne fa (benedetto varchi, l’ercolano, XVI secolo). | termine popolare (cfr. il francese antico tarabara), usato in piemontese nel senso di gonzo; in veneziano (tarabare) nel senso di logorroico, ciarliero; in chioggiotto di faccendiere. nei dialetti pisano e lucchese si ha la variante tarabaràlla e in siciliano tarabballà, che significa chiasso, confusione.

tenebrìo ~ s.m., condizione di oscurità. es. voglio parlarvi de’ sogni cui s’addice ancora il nome di “lume notturno”, e nel tenebrio di mille oscure idee piacemi condurvi colla fiaccola delle storie sacra e profana (periodici popolari del risorgimento, XIX secolo). | termine dell’italiano antico.

  tiritùppiti ~ avv., subito, immediatamente. es. appena arrivò in città andò tirituppiti a salutare il suo amico. | termine leccese. è voce onomatopeica; riproduce il rumore di un corpo che cade.

  tirricàta ~ s.f., radice che affiora dal terreno. es. di quell’ulivo spuntava, poco lontana dal tronco, una grossa tirricata. | termine leccese (ti(r)ricàta, per metatesi da riticata).

tòrpo ~ agg., opaco, che manca di brillantezza; oscuro, cupo. es. e delli primi raggi lo bel corpo / pinge paura ne li umani aspetti / quando si mostra de sua luce torpo (cecco d’ascoli, l’acerba, XIII secolo). | termine dell’italiano antico. la parola significa anche fiacco, spossato, che si muove con lentezza, pigro. | deriva per sincope da torpido, con cambiamento di desinenza.

  torriàre ~ v.tr., munire di torri le mura di una città. es. gittar le fondamenta / di tebe dalle sette porte e quella / torriaro, ché non potean storrata / abitar l’ampia tebe (anton maria salvini, opere d’omero tradotte dall’original greco, XVII secolo). | termine dell’italiano antico (cfr. lo spagnolo antico torrear).

tragualzàre ~ v.tr., ingoiare, trangugiare avidamente. es. nè di aspettarlo gli facea mestiero, / ché in bocca non gli avria dato una volta, / ma travalciato in un boccone intiero (matteo maria boiardo, orlando innamorato XV secolo). | termine dell’italiano antico. è voce di area settentrionale e, in particolare, emiliana (stragualzar) e veneta, per accostamento a trangugiare piuttosto che derivante dall’antico tedesco walzan.

traslataziòne ~ s.f., traduzione di un testo o di una frase o di una parola da una lingua a un’altra. es. a dì x di novembre 1431 io prestai a ser bartolomeo mio fratello la mia etica d’aristotile secondo la traslatazione di messer lionardo  d’arezzo (giovanni chellini, le ricordanze, XV secolo). | termine dell’italiano antico.

truògo ~ s.m., vasca, cisterna; anche pozza d’acqua. es. steano in truogo pieno d’acqua (libro della cura delle malattie, XIV secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal longobardo trog (cfr. trogolo).

turbigliòne ~ s.m., vortice, turbine, gorgo. es. del modo di manovrare allorchè si teme l’avvicinamento di qualche scione¹ [nota] ¹turbiglione, tromba di mare (corso pratico di manovra navale per uso della mercantile marina, XIX secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal francese tourbillon, che è dal latino turbo, turbine.

ultròneo ~ agg., fatto o dato spontaneamente, di buon grado. es. d’attendere ricusa / la promessa, colla scusa / o pretesto ch’era stata / non ultronea, ma forzata (gian carlo passeroni, favole esopiane, XVIII secolo). | termine dell’italiano antico. significa anche che oltrepassa la misura, smodato; illegittimo, ingiustificato. deriva dal latino ultrō, spontaneamente, volontariamente, che è da ulter, oltre.

  vèlma ~ s.f., laguna soggetta all’alta marea, che non stagna. es. la velma, presso murano, emerge nerastra (gabriele d’annunzio, taccuini, XX secolo). | termine veneziano. è variante di mèlma.

venzùda ~ s.f., vittoria. es. el ha dao la / venzudha a la vïora / olente / perzò k’ella e plu / utile, guardando / comunamente; / compensando tute / cosse, plu degna e plu / placente, / e ke maior conforto / significa a tuta zente (bonvesin da la riva, disputatio rosae cum viola, XIII secolo). | è variante lombarda di vincita.

verìloquo ~ agg., che dice il vero. es. io, che sculpito in cuor le note aveami / d’un sì bel viso, d’un parlar sì altiloquo, / a poco a poco gli occhi aprir vedeami / al sòno di colui tanto veriloquo (teofilo folengo, orlandino, XVI secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dal latino verilŏquus, che è un calco del greco antico ἐτῠμολόγος, composto da ἔτῠμος, vero, reale, e λόγος, parola, discorso.

  vermenèzzo ~ s.m., sciame brulicante di insetti. es. nondimeno il tutto pativamo per riscaldarci ed i vestimenti nostri quali mai ci cavavamo da dosso ci empierono di vermenezzo e abondavano i pedocchi in tanto numero (cristoforo fioravanti e niccolò di michiel, naufragio di messer pietro querini descritto, XV secolo). | termine dell’italiano antico. deriva dall’altrettanto arcaico vèrmine, nel significato di larva vermiforme di un insetto.

  vertìgine ~ s.f., movimento rotatorio, in particolare dei corpi celesti; vortice. es. una torre, dalla sommità della quale si lasciasse cadere un sasso, venendo portata dalla vertigine della terra, nel tempo che ‘l sasso consuma nel suo cadere scorrerebbe molte centinaia di braccia verso oriente (galileo galilei, dialogo dei massimi sistemi, XVI secolo). | termine dell’italiano antico. la parola è in uso anche nell’italiano moderno ma per indicare un disturbo dell’equilibrio che consiste in una sensazione illusoria di movimento del corpo o dell’ambiente circostante.

vòlucro ~ agg., volante, alato; s.m., essere volante. es. fhoebo in quel’hora manando che la fronte di matuta leucothea candidava fora già dalle oceane unde, le volubile rote sospese non dimostrava, ma sedulo cum gli sui volucri caballi, pyroo primo et eoo, alquanto apparendo, ad dipingere le lycophe quadrige della figliola di vermigliante rose, velocissimo insequentila non dimorava (francesco colonna, hypnerotomachia poliphili, XV secolo). termine dell’italiano antico. deriva dal latino vŏlŭcer, volante.

volùme ~ s.m., il movimento di rivoluzione dei corpi celesti; anche sferoide celeste. es. ma nol comprendo in voi, / lucidissime note / di quei puri del cielo ampi volumi, / che son forse le ruote, / che il pazzo volgo assegna / a la cieca fortuna, e la fa dea (francesco de’ lemene – in arcadia, arezio galeate -, narciso, XVII secolo). | termine dell’italiano antico. la parola è in uso anche nell’italiano moderno ma con altri significati quali: porzione di spazio occupata da un corpo solido, liquido o aeriforme; livello di intensità di un suono, di un rumore o di una voce; libro. deriva dal latino vŏlūmen, cosa avvolta, rotolo, giro, che è da volvĕre, volgere, girare.

  ziccàre ~ v.tr., prendere, afferrare. es. ziccò la fune e vi fece un nodo scorsoio | termine leccese. è attestata anche la variante azziccàre. l’etimo è incerto; forse è il tedesco medio-alto zecken, colpire (cfr. l’italiano azzeccàre).

zìmma ~ s.f., scintilla, favilla. es. zimme nelle spirali di fumo si levavano dalla fiamma scoppiettante. | termine genovese.