Premessa

nei saggi ho inserito delle parole coniate da me. la maggior parte di esse deriva dal greco antico (come lècrido, inclinato, ricurvo, che viene da λέχριος, di uguale significato; o aggalenàre, abbonacciare, che viene da γᾰλήνη, bonaccia). altre parole sono di derivazione latina (come arundinòso, pieno di canne, da ᾰrundῐnosῡs, di canna); altre ancora, invece, vengono dal celtico (per esempio, mòrga, palude, da morga, di uguale significato) o da altre lingue europee, come l’inglese, il francese e lo spagnolo.

oltre ai neologismi, ho inserito anche alcune glosse, ossia alcune parole dell’italiano antico e dei dialetti. tra gli arcaismi abbiamo arzagògo, straniero, e pirlàre, girare rapidamente su se stesso. i termini dialettali vengono quasi tutti dal leccese (come arbanègra, una specie di fico nero); altri poi dal veneziano, dal genovese, dal grico e da altre parlate italiche.

alcuni neologismi provengono dall’italiano antico e dai dialetti. pur essendo di derivazione italica, queste parole non sono tuttavia delle glosse in quanto ho cambiato dell’originale o il significato (come in gliàma, che a differenza del corrispondente leccese che significa area solare di una casa, cavedio, vuol dire terreno assolato) o la categoria (come il verbo bosinflàre, ingrossare, che deriva dall’aggettivo dell’italiano antico besinflàdo, gonfio. nel verbo ho inoltre trasformato il gruppo consonantico bes – che è una variante del prefisso accrescitivo -bis – in bos). ci sono neologismi, inoltre, che vengono da parole dell’italiano antico delle quali, però, non si conosce il significato (come l’aggettivo bestùgio, attestato per esempio ne li tre libri dell’arte del vasaio di cipriano piccolpasso, ma di etimo e significato sconosciuti). in questo caso, senza studiare più di tanto parole di comunque difficile decifrazione, ne ho attribuito un senso di mia invenzione (bestùgio vuol dire, così, squarciato. ho dato al neologismo questo significato per accostamento a pertugio).

sono rimasti glosse, invece, i termini dialettali traslitterati (è il caso di quelli derivanti dal grico, come nerànzia, arancia, che è da νεραντζιά) e quelli che hanno subìto un cambiamento di accento (oltre alla già citata nerànzia, diventata piana dalla tronca νεραντζιά, abbiamo anche arùlo, albero, altra parola piana, che viene dalla sdrucciola àrulu).

le glosse sono contrassegnate dal cancelletto (#) mentre i neologismi dal trattino (_). potete trovare il loro significato in appendice, rispettivamente nel glossario e nel neolemmario (quest’ultimo termine è anch’esso un neologismo e significa dizionario dei neologismi).

nella stesura dei saggi ho inoltre fatto uso esclusivamente dei caratteri minuscoli. siccome sono dell’avviso che la distinzione tra maiuscole e minuscole non apporti un maggiore vantaggio alla comprensione del testo, ho deciso di utilizzare un’unica tipologia di caratteri, optando per le minuscole.